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Eventi / appuntamenti / L'UOMO CANCELLATO

Teatro/Danza

L'UOMO CANCELLATO

Venerdì 6 agosto, ore 20.30 | L’UOMO CANCELLATO | Storia di un anarchico individualista

Testo e regia di Alessia De Pasquale. Con Lorenzo Ansaloni, Filippo Marchi. Compagnia STREBEN. L'incredibile vita di Horst Fantazzini, anarchico bolognese conosciuto come "il rapinatore gentiluomo", di cui ricorre il ventesimo anniversario della morte e i cui funerali si svolsero in Certosa. Qui ritornerà per raccontare la sua versione dei fatti, ripercorrendo anche la storia d'Italia e di Bologna, dagli anni '40 del Novecento ai primi anni 2000.

A cura di Compagnia STREBEN. Prenotazione obbligatoria scrivendo a alessiadepasquale@hotmail.it INFO 3493054496. Ingresso 12 euro, due euro devoluti per la Certosa. Ritrovo presso l'ingresso principale (cortile chiesa), via della Certosa 18. Il pagamento in contanti è possibile a condizione che i soldi siano contati: non è possibile dare alcun resto. Porta con te un plaid o un cuscino, lo spettacolo sarà ancora più piacevole.

Indicazioni per l'appuntamento: il gruppo sarà formato da un numero limitato di persone; necessario portare con sè una mascherina chirurgica da indossare in caso di assembramento ed impossibilità di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale; è obbligatorio mantenere la distanza di sicurezza di 1 mt dagli altri partecipanti che non appartengono allo stesso nucleo familiare; durata della visita 1 ora e mezza circa. In caso di febbre superiore a 37.5°, raffreddore e/o tosse non è possibile presentarsi alla visita. In applicazione del Decreto Legge n. 105 del 23 luglio 2021 si comunica che dal 6 agosto per accedere agli spettacoli è obbligatorio esibire il green pass.

 

 

"Il rapinatore gentiluomo”, così veniva soprannominato Horst Fantazzini, bandiera del movimento anarchico, ma anche scrittore e pittore. Nato in Germania nel 1939, era figlio dell’indimenticabile Alfonso Libero Fantazzini, fiero antifascista e figura leggendaria dell’anarchismo bolognese, nonché eroe della Resistenza. Il giovane Horst, come molti libertari della sua generazione, fu letteralmente ipnotizzato dalla leggenda intramontabile di Jules Bonnot e della sua banda di rapinatori. Queste figure, assieme al background familiare, ne plasmarono l’orientamento e giovanissimo inaugurò la stagione della sua vita da rapinatore, colpendo uffici postali e istituti di credito. Man mano la stampa dell’epoca contribuì a forgiarne il mito: Horst divenne ben presto il “bandito gentile e solitario”, che durante le rapine usava modi cordiali e in un'occasione mandò un mazzo di fiori ad un’impiegata svenuta per la paura. Rimase sempre estraneo ai giri della criminalità organizzata, un cane sciolto che agiva da solo, un “anarchico individualista” appunto. Ma anche un bandito anacronistico, che fuggiva in bicicletta ed è stato capace di scrivere cose meravigliose. Il suo fortissimo desiderio di libertà lo portò a evadere molteplici volte e ad accumulare anni e anni di carcere, diventando una “mostruosità giuridica”, con pene detentive forse spropositate per qualcuno che non commise mai omicidi e condusse le rapine con armi finte. Abbiamo immaginato che sia proprio lui a raccontarci la sua incredibile storia dall’inizio alla fine, prendendo in prestito il corpo di un attore e regalandoci un’ora della sua libertà, ormai conquistata per sempre in sella alla sua bicicletta. “Sino a quando un uomo non si rassegna, è ancora recuperabile” Horst Fantazzini.

Note dell’autrice. Sono sempre stata affascinata dalle storie di anarchia, senza bisogno di condividerne necessariamente i principi. Il racconto della vita di Horst diventa l’occasione per ripercorrere anni particolarmente “caldi” e concitati della storia italiana. Una volta venuta a conoscenza della figura di Fantazzini, sono stata colpita da una sorta di dualità: da un lato, un rapinatore, capace di evadere con le lenzuola annodate (come nei film), dall’altro un uomo all’apparenza timido, con una grande sensibilità artistica e un vero talento per la scrittura. A condire il tutto, l’aspetto avventuroso, a volte tragicomico a volte drammatico, proprio dell’esistenza di un bandito. Mi sono immaginata un Horst che avesse voglia di raccontarsi con semplicità ma anche con un pizzico di orgoglio, quell’orgoglio che gli ha impedito di sentirsi interrato anche dopo decenni di reclusione e di barattare il brivido dell’evasione con la sottomissione. Quella rotta remota di cui si innamorò fin da giovanissimo lo ha forse portato alla deriva, ma rende la sua incredibile storia un inno beffardo e irriverente alla libertà. Alessia De Pasquale.

Quando

6 Agosto 2021
20.30

Informazioni

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