Museo internazionale e
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BagaMojo

BagaMojo

Paul Venturi chitarra e voce
Max Sbaragli basso
Mohamadou “Doudou” Kouate percussioni, xalam e voce

Il progetto del trio è definito dal nome stesso, unione tra Baga, città della Tanzania da cui partivano gli schiavi per il Nord Africa e mojo, la magica pozione che i vecchi bluesman afroamericani ereditavano dalla medicina tradizionale yoruba.
Allo stesso modo, dall’incontro tra due talentuosi bluesman con uno straordinario percussionista senegalese nasce questo concerto che aggancia la tradizione blues/downhome USA a sonorità africane e l’onda trance degli strumenti arcaici a quella dei loop delle pedaliere elettroniche

Paul Venturi è considerato un talento del bues made in Italy.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con diversi artisti d'oltre oceano portando la sua arte sui palchi dei maggiori festival di settore, come il New Orleans Jazz Festival, ed ha rappresentato l'Italia sia all'European Blues Challenge 2015 che all'International Blues Challenge 2017 di Memphis.

Max Sbaragli viene definito la figura più rigorosa del blues italiano, sia per la tecnica musicale, sia per lo stile di vita veramente bluesy, al limite della filosofia cajun. I più prestigiosi festival internazionali sono le sue tappe professionali a fianco di nomi incredibili: suona con Carey Bell (che iniziò la sua carriera come bassista di Muddy Waters), in tour con Luther Allison e si incontra sul palco in Jam a Dresda con il figlio Bernard Allison. Prosegue con Sugar Blue (armonicista dei Rolling Stones, Frank Zappa) per un tour in Italia, che tocca anche Sanremo Festival, Jin Carrol (ha cantato nella Big Band di Duke Ellington) in Germania, Karen Carrol, Lovie Lee (Muddy Waters), Sherley King (figlia del mitico) in Italia e Francia, Zora Yang, Steve Clayton, Bernard Gray, Andy Forest (con il quale registra un album nel 1989), Cheryl Porter, James Thompson.

Mohamadou “Doudou” Kouate griot e figlio di griot, custode ed erede di una tradizione millenaria che ha portato in Italia, musicista dalle doti eccezionali, membro stabile dal 2017 dello storico Art Ensemble of Chicago, con cui ha inciso un disco e suonato in tutto il mondo. Dudu racconta, soffia, canta, percuote e suona i suoi mille strumenti con i quali ci conduce in un viaggio alla radice dei suoni degli elementi della terra.
Ha suonato a Santiago a Praia per Atlantic Music Expo di Capo Verde e quasi in ogni angolo del pianeta: dal prestigioso Kennedy Center di Washington (USA) al Festival di Assilah in Marocco, passando per Australia, Sud America, Giappone e Russia.

Quando

1 Settembre 2020
ore 21

Informazioni

Museo internazionale e biblioteca della musica

tel 051 2757711
fax 051 2757728
email

BIGLIETTI:
€ 10
€ 8

minori di 18 anni | studenti universitari con tesserino | Card Cultura da presentare in biglietteria il giorno del concerto

L’ingresso è consentito fino ad esaurimento posti
A causa delle disposizioni relative all’emergenza COVID-19 i posti disponibili in sala sono limitati a 48
Nei giorni di concerto il bookshop apre alle ore 20.00

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NB: i biglietti acquistati non sono rimborsabili

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(s)Nodi: festival di musiche inconsuete

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